Passivo ormai
a stimoli vitali di rinascita
soggiogato dai
ripetuti e noiosi eventi
venivo risucchiato
in quel vortice
mortale di genti
la cui onestà
era velata da
convenevoli
parole.
Prigionieri rimanevano
così i pensieri
e frustrate le
mie libere utopie già
cavalcavano sconfinate
praterie
come bianchi cavalli
in fuga
in una notte di
plenilunio
nell’instancabile
corsa
nel naturale ritorno
alle proprie
origini.
Fu così che mi svegliai da quel tagliente incubo
in cui tutte le mie speranze custodite nel vaso di cristallo
delle idee venivano sbrindellate lasciandomi solo nello sgomento
come il Sole all’improvviso libera il Cielo da nuvole velanti e minacciose
in tal maniera avvenne il mio riscatto.
06Ottobre 2012 © Salvatore Brigante
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