Milano, è la mia città
mi ha accolto subito,
avevo pochi giorni di vita.
Da decenni, osservo il declino
di una città a misura d’uomo,
la “Milano da bere.”
L’indigenza è padrona,
la gente arranca il giorno e,
non sa nemmeno se riesce a tirare a sera.
Nei mercati rionali,
ancora si vedono persone oramai non più giovani
recarsi col carrello della spesa,
per frugare sull’asfalto, frutta e verdura non più vendibile.
Oramai, tutti chiudono gli occhi,
non vogliono vedere il disagio
farsi domande del perché.
La povertà incombe,
le regole etiche del vivere sociale,
sono sotto alle nostre suole.
Nemmeno il sindaco vede le nefandezze
di una città allo sfacelo,
ogni piovasco è un’esondazione.
Non c’è cura nella mia città,
si pensa solo a portare tanti soldi a casa
non curandosi di tamponare le negligenze.
È troppo comodo avere le guardie del corpo,
muoversi con autovetture blindate per il centro
mentre la città affoga nelle strade che sono fiumi.
Gli auto spurgo per le caditoie stradali,
non si usano più dagli anni ’70 marciapiedi sgarrupati
bici motociclette e monopattini
hanno il loro parcheggio privato.
15 Maggio 2024 © Salvatore Brigante
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