Solcavamo le onde del Mar Rosso a bordo
di un’imbarcazione per solo turisti. Ormai le aride distese del deserto con montagne
di granito e dune di sabbia come tappeti srotolarsi alle falde pian piano svanivano
in lontananza nel mentre lo sguardo era rivolto al mondo multicolore sotto la chiglia
della barriera corallina vivo nelle forme e gradazioni.
Entravamo in mare aperto dove
relitti di navi affioravano in superficie mentre gruppi di subacquei si
riunivano in perlustrazione per poi vederli scomparire in ripetute immersioni.
Il battello rallentò l’andatura fino
a fermarsi quando a poppa dove ero seduto un branco di delfini si avvicinò
sempre più come a salutarci.
Approfittando dei motori spenti istintivamente
mi tuffai in quel blu dell’immenso mare trovandomi così in mezzo a loro e dolcemente
nuotare. Uno ad uno vennero a me vicino con un’estrema delicatezza come a darmi
il benvenuto e dopo aver dato sfoggio dell’arte del nobile nuotare mi girarono attorno come a sventolare un
fazzoletto in un saluto e se ne andarono.
Felice di quell’esperienza salì a
bordo mentre occhi attoniti mi guardavano come fossi un matto da legare intanto
il capitano riavviò i motori per proseguire nell’escursione diretti sull’isola
più distante dalla costa egiziana. Lì avvolta dal turchese mare dove incantevoli
spiagge bianche tartarughe marine depongono le loro uova.
Finalmente approdammo sulla
spiaggia incantata dove un altro spettacolo della natura mi attendeva ma io
dentro di me di quel che accadde non seppi trattenermi.
13Ottobre
2012 © Salvatore Brigante
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