Serate
trascorse seduto al tavolino
gli amici attorno con i volti
illuminati dalla luce riflessa
dell’unico
lume nel centro.
Così
si fuggiva
dal tedioso giorno
dando volti nuovi ai pensieri
delle giovani menti svegliate
dagli ideali incitanti di poeti
e scrittori ravvivanti il sogno.
Lente
scorrevano le ore nel conversar
e il tempo come il vino rosso
versato nei calici.
Immersi
nella dominante foschia di fumo
e parole di utopie ci si lasciava
all’uscita del bistrot alla rinuncia
della Luna al primo Sole.
Benché
la sera prima passò velocemente
solitario rincasavo lungo il viale
ubriaco da tutto quel parlare.
Un accenno
di un sorriso sulle mie labbra a
dar
il benvenuto al nuovo giorno mentre
il pensiero già gioiva del suo
congedo.
12Ottobre
2012 © Salvatore Brigante
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